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P. Pacchiarotti - A. Colella - I. Buanne - G. Carrino

 

 

La Compagnia Buonarroti al completo

 

 

La cartolina ufficiale dell'anniversario

 

 

Giorgio Ponzi e Salvatore Siano

 

 

Meri Diottasi e Mauro De Socio


 
I 40 ANNI della COMPAGNIA BUONARROTI



17/12/2007 (da Civonline.it)

CIVITAVECCHIA - Quaranta anni e non dimostrarli. Non c'era modo migliore per la Compagnia Buonarroti che festeggiare il suo compleanno sul palco del Teatro Traiano, tra gli applausi calorosi del suo pubblico, il pubblico delle grandi occasioni che, sabato sera, ha riempito tutto il teatro.

Il traguardo dei 40 anni "anni che pesano e sono importanti", come ha tenuto a sottolineare il regista Giorgio Ponzi a fine spettacolo, è stato tagliato in modo ottimale, portando in scena un vaudeville in tre atti di Hennequin e Weber che è piaciuto al pubblico, a giudicare dalle risate e dagli applausi a scena aperta raccolti dalla Compagnia.

Il “Niente da dichiarare?” ripetuto quasi allo sfinimento nel corso della commedia, è stato il martellante tormentone che ha rappresentato poi la forza dello spettacolo. Uno spettacolo che è piaciuto, ha divertito, che è stato applaudito: la forza della compagnia, come ogni volta, è stata la passione e l’impegno del gruppo.

E un successo è stato anche l'annullo speciale voluto dalla Buonarroti, su progetto del colonnello Antonio Dolgetta, a dimostrazione di come la città sia legata da un affetto profondo alla storica Compagnia.

A fine spettacolo anche un omaggio che la Compagnia Buonarroti ha voluto tributare al prof. Zampa, tra i fondatori della Compagnia stessa e ancora oggi colonna portante.
 

  LA MITICA COMPAGNIA BUONARROTI

Quando frequentavo l’asilo, le suore erano spesso disperate perché non mi trovavano più. Poi scoprirono che mi rifugiavo sul palco del loro teatrino ad improvvisare davanti ad un pubblico immaginario.

Sono sempre stato irresistibilmente attratto dal teatro e negli anni della mia infanzia la Compagnia Buonarroti era il grande magnete dei miei sogni; invece di giocare a pallone o a figurine mi appostavo segretamente nella galleria del teatro dei Salesiani e osservavo i grandi mentre provavano. Mettevano in scena ‘Uno sguardo dal ponte’ di Miller, ‘l’allodola’ di Anouhil, Pirandello, con scenografie bellissime; gli attori erano tutti bravissimi: Giorgio Ponzi, Annarita Cercelletta, Paoletto De Paolis, Pino Cesarini, con le loro voci meravigliose e le loro presenze carismatiche mi apparivano mitici ed irraggiungibili.

Dopo una lunga gavetta nel teatro dei ragazzi, debuttai con la Compagnia Buonarroti in ‘Addio giovinezza’ di Camasio e Oxilia e mi sembrò di entrare in paradiso. Conobbi il Prof. Zampa, detonatore dell’intelligenza e della creatività della compagnia, che da straordinario mentore curava la regia, realizzava pittoricamente le scenografie degli spettacoli, ma soprattutto ci insegnava a capire la vita attraverso il teatro ed il cinema.

In quegli anni c’era anche un cineclub ai Salesiani e io passavo ore incantato ad ascoltare il Prof. Zampa che confrontava ‘La montagna sacra’ con ‘L’angelo sterminatore’ o che contrapponeva Schopenhauer a Kierkegaard. Io ero bravissimo a far finta di capire quello che dicevano… Quei loro misteriosi discorsi furono benzina fondamentale per la mia formazione.

In quel periodo interpretai tanti personaggi, perfino San Pietro in una Passione di Cristo (con tanto di barba finta) e un truce postiglione in un’operetta (con dei basettoni neri fatti con la matita); mettemmo in scena, con memorabile successo, ‘Ditegli sempre di sì ‘ di De Filippo e andammo a parlare col grande Eduardo nel suo camerino al teatro Eliseo.


Sono passati tanti anni da allora e tante compagnie sono nate dalla Compagnia Buonarroti. E’ bello constatare che l’allegria di allora si sia moltiplicata nel tempo grazie alla Compagnia Buonarroti!

Pino Quartullo

 

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